GLI EFFETTI NEURALI DELL’INNAMORAMENTO E DELL’AMORE

Molte ricerche sono state fatte riguardo l’innamoramento e su come questo fenomeno esplode. Secondo studi recenti questo processo impiegherebbe dai 90 secondo ai 4 minuti, innescando numerose azioni involontario come la dilatazione delle pupille. Attraverso questo meccanismo il nostro partner diventa per il nostro cervello una sorta di droga, quindi la sua presenza rilascia, a livello neurochimico, scostante che ci fanno stare bene come Dopamina, Noradrenalina, Feniletilamina e successivamente Ossitocina. Tuttavia questa fase di innamoramento è destinata a finire, in media dura 12-18 mesi, e le sostanze dette precedentemente non vengono più prodotte.

Proprio per queste ragioni una recente ricerca dei professori Richard Schwartz e Jacqueline Olds, dell’Harvard Medical School (HMS), ha indagato quali siano gli elementi che portano ad una maggiore stabilità di coppia, anche dopo aver superato la fase di innamoramento. I due professori hanno dimostrato che le coppie più solide sono quelle che non basano le proprie scelte del partner sulla valanga emotiva iniziale, bensì su una serena frequentazione. Inoltre è stato evidenziato che dopo la fase di innamoramento queste coppie continuano ad essere legate grazie alla produzione di endorfine: proteine prodotte dal cervello che hanno un effetto calmante.

FONTE ORIGINALE https://neuro.hms.harvard.edu/harvard-mahoney-neuroscience-institute/brain-newsletter/and-brain/love-and-brain?fbclid=IwAR2qAJw3AXwxsN5rrLeWkxYfqMfHaR9LXIU3tCHinmpNCN_zKdwerJIfStQ

Sintesi e traduzione della ricerca a cura del Dottor Leandro Cavaliere, laureato in Neuroscienze presso l’Università degli Studi di Padova. Per info e contatti leandro.cavaliere1@gmail.com tel-3341652502

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